“WHY MY KIDS ARE NOT THE CENTER OF MY WORLD” by Stephanie Metz

Amazing read and definitely a PREACH moment, brought to you by a mother who makes a GREAT point about parenting these days, and how it will affect future generations.

Don’t shelter your kids from rejection. Learn how to say NO.

Parents who make their children the center of their universe are not doing anyone any favors.”

 

Lettera aperta al presidente venezuelano Nicolás Maduro dalla nipote di Benito Mussolini

 

Mi chiamo Martina Mussolini e mio nonno, Vittorio, era il figlio di Benito Mussolini, uno dei fondatori del sistema fascista che, ultimamente, lei usa a sproposito. Le scrivo dall’Italia dove risiedo da oltre vent’anni, le scrivo poiché nonostante io non sia nata in Venezuela, ho avuto la fortuna di trascorrere in quel meraviglioso paese la mia adolescenza e in questo momento difficile il mio cuore e i miei sentimenti sono con i miei fratelli venezuelani.

Ho dovuto lasciare il paese perché già allora non c’era nessun futuro per me e mi dispiace dover dire ogni volta ai miei figli che non li porterò nei luoghi della mia giovinezza poiché è uno stato troppo pericoloso, dove non c’è rispetto per la vita e coloro che dovrebbero garantire la giustizia, spesso, sono i primi a violarla.

Il grande statista che è stato il mio bisnonno, Benito Mussolini, ha lottato, amato e sofferto per il suo popolo e al momento della sua morte, quando è stato appeso per i piedi a piazzale Loreto, dalle sue tasche non è caduta nemmeno una lira!

Lei addita come fascisti degli studenti che manifestano perché nel loro paese non c’è sicurezza, mancano gli articoli di prima necessità, scarseggiano i medicinali e le possibilità di vivere una vita dignitosa sono inesistenti, dovuto alla corruzione, alla svalutazione della moneta e all’inflazione che hanno preso il sopravvento. Un paese censurato, senza libertà di espressione dove gli oppositori sono incarcerati ingiustamente.

Mi lasci dire, presidente, che a quegli studenti, a quei medici, a quelle mamme, a quelle nonne, a quei commercianti, a quei lavoratori, a tutto quel meraviglioso popolo non interessano le ideologie… Hanno fame! Sono stanchi di fare interminabili file per poter acquistare farina, latte, olio o caffè.

Desiderano poter studiare, lavorare, ricevere adeguate cure mediche e vivere nella loro terra, senza dover andar all’estero per vedersi garantito un futuro migliore. NON SONO FASCISTI

La maggior parte di costoro non riesce a capacitarsi della propria condizione di estrema povertà nonostante abiti in un paese con enormi potenzialità economiche e illimitate risorse naturali. Sono venezuelani esasperati da un regime corrotto, che fomenta un odio sociale senza precedenti e che non rispetta i diritti umani.

Ringrazio Dio quando sento gli oppositori chiamare “fratelli” i Chavisti, quando vedo bambini porgere fiori ai poliziotti schierati contro di loro e i tanti messaggi di solidarietà della gente comune in tutto il mondo, mentre le organizzazione internazionali rimangono in un vergognoso silenzio.